La foresta del pensieroVol.5

TM MAGAZINE  26 maggio 2026

Che cos'è il Sanyuan Jiuyun? Il Nono Periodo, cominciato nel 2024, è l'ultimo ventennio di un grande ciclo

Il Sanyuan Jiuyun è una teoria dei cicli in cui tre Ere di sessant'anni ciascuna si incrociano con i periodi ventennali della terra, fissati dal mutare dell'inclinazione del Grande Carro. Siamo ora all'inizio del Nono Periodo (2024-2043), «l'ultimo ventennio» di un grande ciclo. La Cina, che ha letto il ciclo, si è presa l'egemonia.

Da diversi anni la stessa atmosfera si va diffondendo nel mondo. Non è una particolare recessione né una particolare guerra. È qualcosa di più profondo, la sensazione che il terreno stesso sotto di noi stia silenziosamente scomparendo. Ciò a cui assistiamo è la fine dei cinquecento anni di dominio occidentale cominciati con l’età delle scoperte, e ognuno di noi sta vivendo lo sconvolgimento più violento da mezzo millennio.

Il vertice tra Stati Uniti e Cina tenuto questo mese è stato il momento decisivo in cui Washington ha perso contro Pechino su tutti i fronti, nella sicurezza, nella diplomazia, nell’economia e nella tecnologia, e il centro di gravità si è spostato in silenzio ma senza possibilità di dubbio da Occidente a Oriente, per non tornare più.

Come ha potuto la Cina sconfiggere gli Stati Uniti? Credo che la risposta stia in un antico sapere cinese, la teoria dei cicli.

Nel feng shui, che la Cina ha coltivato per millenni, c’è una dottrina chiamata Sanyuan Jiuyun, le Tre Ere e i Nove Periodi. Nacque dalla lunga osservazione di sette corpi celesti, i cinque pianeti visibili a occhio nudo nella Cina antica, Giove, Marte, Saturno, Venere e Mercurio, insieme al sole e alla luna. Gli antichi cinesi scoprirono che questi sette si allineano una volta ogni sessant’anni, e ne conclusero che la fortuna gira in un ciclo di sessant’anni.

Si spinsero oltre. Tre cicli di sessant’anni furono riuniti in un grande ciclo di 180 anni, in cui i primi sessant’anni furono chiamati Era superiore, i sessanta successivi Era media e gli ultimi sessanta Era inferiore, ciascuna con un carattere proprio. L’Era superiore era un tempo di costruzione e creazione, l’Era media di stabilità e maturità, l’Era inferiore di distruzione e disordine e, nel passaggio dall’una all’altra, sostenevano, stanno nascosti i semi di ciò che viene dopo.

Su questo fondamento delle Tre Ere si posò un altro filone dell’antico sapere cinese. Era un insegnamento antichissimo secondo cui l’inclinazione del Grande Carro muta in un ciclo di vent’anni, e ogni mutamento cambia la fortuna della terra. Inserendo nove di questi periodi ventennali nei 180 anni delle Tre Ere, gli antichi giunsero a nove giri della fortuna terrestre che attraversano le tre ere, e questi sono i Nove Periodi. Il Sanyuan Jiuyun, in altre parole, è una teoria dei cicli nata dove due antiche tradizioni cinesi si sono incrociate.

La prima differenza decisiva tra la Cina e gli Stati Uniti è la densità della loro storia. Lo si fa notare di rado, ma la Cina è un caso singolare nella storia delle civiltà, poiché è stata distrutta ed è rinata più e più volte. Di norma una civiltà che crolla non torna mai. La Cina, invece, è passata per una violenta distruzione e rinascita dopo l’altra e sta ancora in cima. Gli Stati Uniti, al contrario, sono un paese giovane, privo di quel genere di resistenza. La loro intera ascesa, dalla fondazione all’egemonia, è avvenuta negli ultimi cinquecento anni, l’età dell’Occidente, e non hanno alcuna esperienza vissuta di come comportarsi fuori da quella storia.

È questo che ha deciso l’esito. La Cina, con la legge storica per cui ogni civiltà finisce per cadere impressa in sé quasi al livello dei geni, più e più volte, ha semplicemente atteso, osservando da vicino il momento in cui l’America si sarebbe sfatta, in silenzio e con costanza.

Il Sanyuan Jiuyun non è divinazione, e fin dall’antichità ha avuto un uso politico. Il suo effetto fu dimostrato già nel II e III secolo, durante i Tre Regni, quando i Wei di Cao Cao (155-220), i Wu di Sun Quan (182-252) e gli Han di Liu Bei (161-223) lottavano per la supremazia. Zhuge Liang (181-234), lo stratega al servizio di Liu Bei, regolava le sue tattiche, i suoi attacchi e le sue difese sul Sanyuan Jiuyun, e questo divenne la forza motrice che portò in primo piano gli Han, ritenuti i più deboli dei tre.

La Cina, inoltre, coltiva da tempo l’arte di leggere la storia. Il Sanyuan Jiuyun è soltanto una delle molte scuole di pensiero che ancora influenzano la dirigenza del paese, parecchie delle quali sviluppano teorie pratiche dei cicli, ed è ragionevole supporre che, con l’aiuto dell’IA di fabbricazione cinese, queste siano state inserite nella pianificazione politica stessa. Gli stessi cicli danno anche un numero chiaro che segna il limite di tempo del presidente Xi Jinping. Xi (nato nel 1953), che cominciò come uomo di idee, sembra pienamente consapevole di quella scadenza e sembra accelerare la sua ricerca dell’ideale di una Grande Cina. La Cina, ora grande potenza, è guidata da un uomo che comprende la propria scadenza e ha preso la decisione di vasta portata di spostare l’egemonia da Occidente a Oriente. Questo modo di pensare è del tutto assente nel presidente Trump.

Il Sanyuan Jiuyun è ancora in uso oggi. Ecco dunque dove siamo e dove stiamo andando.

Era superiore
Periodo 1, 1864-1883
Periodo 2, 1884-1903
Periodo 3, 1904-1923

Era media
Periodo 4, 1924-1943
Periodo 5, 1944-1963
Periodo 6, 1964-1983

Era inferiore
Periodo 7, 1984-2003
Periodo 8, 2004-2023
Periodo 9, 2024-2043

Secondo il Sanyuan Jiuyun siamo ora all’inizio del Nono Periodo. In altre parole, stiamo già nell’ultimo ventennio di un grande ciclo.

In Giappone l’apertura dell’Era superiore, l’inizio dell’intero ciclo, corrisponde alla Restaurazione Meiji del 1868, nel Primo Periodo. L’apertura dell’Era media corrisponde, nel Quarto Periodo, all’inizio dell’era Showa nel 1926, all’incidente della Manciuria del 1931 e allo scoppio della guerra del Pacifico nel 1941, e poi, nel Quinto Periodo, alla sconfitta del 1945, all’inizio dell’occupazione alleata sotto il GHQ, alle proteste dell’Anpo degli anni Sessanta e Settanta e all’epoca della grande crescita economica. L’Era inferiore si apre, nel Settimo Periodo, con l’accordo del Plaza del 1985 e l’economia della bolla che ne seguì, mentre nasceva la globalizzazione, e continua con la caduta del muro di Berlino nel 1989, il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 e lo scoppio della bolla nel 1997. Il Giappone, perduta la sua competitività internazionale, entrò nel suo declino, mentre il mondo passava a un’età globale a guida americana. Nello stesso periodo, nel 1995, arrivò Windows 95, l’età del personal computer cominciò davvero, e l’era digitale di oggi trasse il suo primo respiro.

Con l’avvicinarsi dell’Ottavo Periodo, gli attentati dell’11 settembre 2001 e la guerra in Iraq del 2003 segnarono la svolta in cui l’egemonia occidentale cominciò a finire e, avviata l’Era inferiore, la Cina realizzò con le proprie forze un’enorme crescita economica. Nel frattempo Putin era divenuto presidente nel 2000 come leader della Russia postsovietica, e quando Xi Jinping divenne presidente nel 2013 il cast fu completo.

Nel 2008, nell’Ottavo Periodo, fu avanzata l’idea di un «G2», con Stati Uniti e Cina a guida congiunta dell’economia mondiale, e la supremazia americana cominciò a vacillare, un mutamento reso decisivo dall’arrivo di Trump nel 2016. L’Ottavo Periodo portò poi il crollo di Lehman, la Primavera araba, la crisi del debito europeo, la pandemia, la Brexit, la guerra in Ucraina e una crisi crescente sull’immigrazione insieme all’ascesa dell’estrema destra, e il mondo precipitò a capofitto nel Nono Periodo.

Cominciato il Nono Periodo nel 2024, Trump è tornato e, attraverso la guerra in Ucraina e la guerra con l’Iran, la voce e l’influenza dell’Europa, che aveva guidato l’età dell’Occidente, sono divenute cosa del passato. Con il vertice Stati Uniti-Cina del maggio 2026 è finalmente arrivato un mondo multipolare in cui nessun singolo paese detiene l’egemonia, un mondo di potere disperso.

L’Europa, perse l’egemonia e la gloria, ha perso anche il senno, e ha ora compiuto il passo scandaloso di parlare apertamente, sulla scena mondiale, di guerra diretta con la Russia. A metà maggio 2026 l’Ucraina ha lanciato un attacco di droni su larga scala contro l’oblast’ di Mosca, cosa che sarebbe stata impossibile senza il coinvolgimento di Europa, Stati Uniti e Gran Bretagna. Dopo questo attacco occidentale alla Russia, il governo Putin, che si era trattenuto tanto a lungo, ha finalmente perso la pazienza e ha cominciato a parlare apertamente di rappresaglia militare contro l’Europa.

I tre Stati baltici in particolare, Estonia, Lettonia e Lituania, stanno molto probabilmente già prendendo parte ad attacchi diretti contro la Russia, e un attacco alla Russia condotto attraverso la NATO è una pura e semplice dichiarazione di guerra. L’Europa ha cominciato la prima e la seconda guerra mondiale, ed è di nuovo l’Europa ad aver cominciato la terza. È la brutta fine di nazioni il cui tempo è passato.

I dirigenti cinesi, intanto, guidati da questo antico sapere, hanno atteso con pazienza il passaggio dell’egemonia. Il loro metodo era semplice. Hanno letto nella teoria dei cicli che, se si fossero preparati con calma, l’Occidente si sarebbe distrutto da solo. Il calcolo si è rivelato giusto. La seconda amministrazione Trump, che aveva promesso l’America First, ha rotto il proprio impegno, ha ceduto alla lobby israeliana, è intervenuta nella guerra con l’Iran, l’ha persa ed è poi stata battuta dalla Cina al vertice.

Sicuro della vittoria, Xi Jinping si è mosso in fretta. Il 20 maggio ha incontrato il presidente Putin a un vertice Cina-Russia, e una visita in Corea del Nord questa settimana appare sempre più probabile. Come in un’immagine speculare, gli Stati Uniti, e anche la Gran Bretagna, stanno sull’orlo del conflitto civile e non sono in condizione di occuparsi degli affari del mondo.

In Giappone, che continua anch’esso a ignorare la teoria dei cicli, la revisione della Costituzione, il riarmo, l’armamento nucleare e il ritorno della coscrizione avanzano sotto la superficie. Al vertice Cina-Russia del 20 maggio Xi Jinping e Putin hanno criticato congiuntamente il Giappone per nome, dicendo che il suo riarmo accelerato minaccia seriamente la pace e la sicurezza della regione. Non è semplice critica. È un avvertimento.

È un ammonimento a guardare con calma il posto del Giappone sul globo, e un avvertimento a non lasciarsi trascinare dai disegni occidentali fino a diventare una seconda Ucraina. In parole povere, stanno dicendo al Giappone che non è l’Occidente e che dovrebbe guardare il terreno sotto i propri piedi. Quando nel 2023 venne alla luce un piano per aprire un ufficio della NATO in Giappone, la dura condanna di Cina e Russia ne costrinse finalmente all’abbandono nel 2025, ma se fosse andato avanti, il Giappone sarebbe già un bersaglio. Prima di dire qualunque cosa sulla revisione della Costituzione, dunque, il popolo dovrebbe alzare la voce contro l’ingresso della NATO in Giappone. Altrimenti il Giappone diventerà un campo di battaglia.

Non solo nel Nono Periodo (2024-2043), ma sulla scala più vasta di uno spostamento tettonico da Occidente a Oriente, il primo da cinquecento anni, stiamo vivendo tutto questo. Voi che leggete, e anch’io, saremo probabilmente tra coloro che porteranno il prossimo Primo Periodo, quando questo ciclo finirà e ne comincerà uno nuovo. L’antico sapere cinese insegna che una fine è un nuovo inizio, e che dentro la fine stanno i semi di ciò che viene dopo. Che cosa possiamo imparare dai cicli, una lezione a cui nessun individuo può resistere?

Nel precedente Nono Periodo (1844-1863) colpì una serie di grandi terremoti noti come grandi terremoti di Ansei, che divennero una causa diretta della Restaurazione Meiji. Nel 1854 vennero i terremoti Ansei Tokai e Ansei Nankai, entrambi megaterremoti della fossa di Nankai, nonché il terremoto dello stretto di Hoyo nel Kyushu. Nel 1855 colpì il terremoto Ansei Edo, in termini di oggi un terremoto proprio sotto la capitale, e nel 1856 il terremoto Ansei Hachinohe-oki investì il lato pacifico del Tohoku.

Non dobbiamo dimenticare che questa catena di grandi terremoti mise in moto il Trattato di amicizia e commercio tra Giappone e Stati Uniti del 1858, la repressione di Ansei e l’incidente di Sakuradamon del 1860, che condussero alla Restaurazione Meiji del 1868.

Anche i terremoti hanno i loro cicli. Un terremoto proprio sotto la capitale e un megaterremoto della fossa di Nankai potrebbero avvenire in qualsiasi momento, e noi che già viviamo nel Nono Periodo affronteremo un’età dura in cui, alla lettera, dovremo sopravvivere sulla linea tra la vita e la morte.

La Cina ha letto i cicli e si è presa l’egemonia. L’America li ha ignorati e ha creduto ciecamente che la sua egemonia sarebbe durata per sempre. E anche il Giappone li ha ignorati, credendo ciecamente che l’era Showa sarebbe durata per sempre.

I fuochi di segnalazione per la battaglia decisiva della nostra età sono appena stati accesi.

TM MAGAZINE, il settimanale del filosofo Takahiro Mitsui

Gratis, ogni martedì alle 17:00, ora del Giappone, in italiano. Tre serie, direttamente nella tua casella di posta.