Istituto del Progetto KunitsukamiVol.23

TM MAGAZINE  29 settembre 2026

Gli Yayoi del sito di Doigahama erano soprattutto immigrati|un genoma che ha rovesciato la teoria dell'origine nordest-asiatica

Dal sito di Doigahama, nella prefettura di Yamaguchi, sono emersi circa 300 scheletri di Yayoi di oltre 2.300 anni fa. Un'analisi dell'intero genoma condotta nel 2024 ha mostrato che gli individui di Doigahama hanno pochissima ascendenza Jomon e sono di stirpe immigrata in misura schiacciante. L'idea che gli Yayoi venissero dall'Asia nordorientale è stata rovesciata.

Chi sono i giapponesi? Ancora oggi, alla fine degli anni Venti del Duemila, su questa domanda non si è stabilito quasi nulla. A mio parere le ragioni principali sono due. Una è che le circostanze particolari di una nazione insulare rendono la questione ancora più complicata da sbrogliare. L’altra è che la situazione dell’Asia orientale ostacola la ricerca comune.

In tutto questo, un sito scoperto quasi cent’anni fa ha ripreso di recente ad attirare una silenziosa attenzione. È il sito di Doigahama, nella prefettura di Yamaguchi. Doigahama è un piccolo abitato che si affaccia sul mare di Hibiki, sul versante del Mar del Giappone, e non attira quasi mai l’attenzione di nessuno.

Per chi si interessa di antropologia, però, questo luogo è rimasto troppo importante per distogliere lo sguardo, perché vi fu scoperto un sepolcreto di Yayoi di oltre 2.300 anni fa. La scoperta in sé risale al 1930, e dopo quasi un secolo di indagini sono stati finora riportati alla luce circa 300 scheletri, fitti gli uni accanto agli altri. Questo ha dato al sito un posto importantissimo in prima linea nella ricerca sugli Yayoi.

Ed è qui che gli Yayoi diventano un problema. In genere li si considera il gruppo comparso dopo i Jomon, e stanno nel punto di giuntura con la gente dei Kofun venuta dopo di loro. Se si prendono i Jomon come base autoctona, il periodo Yayoi è quello in cui cominciò per la prima volta una migrazione su larga scala verso l’arcipelago.

Le ossa umane non interessano ai più, ma sono capsule del tempo che conservano la storia dei nostri antenati. Esaminandone i caratteri scheletrici e i geni, possiamo far emergere con discreta precisione le figure dei nostri antenati. E il sito di Doigahama è la base più importante in assoluto per ricostruire l’aspetto degli antichi.

In antropologia si è cominciato a pensare che, mentre i caratteri fisici dei Jomon erano piuttosto uniformi in tutto l’arcipelago giapponese, gli Yayoi fossero una popolazione estremamente varia. Un tempo li si opponeva in coppia, il popolo Jomon contro il popolo Yayoi, ma questa visione è ormai stata abbandonata. Per ora possiamo intenderli come le persone che vissero nel periodo Jomon, con ogni probabilità di un tipo relativamente uniforme, e le persone che vissero nel periodo Yayoi, assai diverse tra loro.

Eppure negli ultimi anni la questione di chi fossero davvero gli Yayoi è caduta in una confusione feroce, e ci troviamo davanti alla strana realtà di un’immagine che cambia quasi ogni anno. Fino a pochi anni fa, per esempio, gli Yayoi del Kyushu nordoccidentale, con al centro Nagasaki, e gli Yayoi di Doigahama erano ritenuti del tutto diversi, benché vivessero nello stesso periodo.

Di recente, però, le cose si sono complicate ancora. Nel gennaio 2026 un gruppo di ricerca congiunto, di cui facevano parte l’Università di Tokyo e gli studiosi del sito di Doigahama, ha pubblicato i suoi risultati. Hanno analizzato le sequenze del genoma nucleare di quattro individui Yayoi, di circa 2.300-2.500 anni fa, portati alla luce in due siti della prefettura di Nagasaki, nel Kyushu nordoccidentale. Due dei quattro sono risultati portatori di componenti genomiche quasi identiche a quelle dei Jomon, mentre gli altri due avevano componenti derivate sia dai Jomon sia dagli immigrati.

Se si accosta questo all’analisi dell’intero genoma di un individuo del sito di Doigahama compiuta poco prima, nel 2024, emerge un quadro inatteso. Lasciando da parte i dettagli difficili e dicendolo in breve, gli Yayoi del Kyushu nordoccidentale, intorno a Nagasaki, sono risultati o Jomon o un misto di Jomon e Yayoi, e possedevano abbondanti componenti tanto dei Jomon quanto degli immigrati. L’individuo di Doigahama, invece, aveva elementi Jomon ma pochissimi, e si è rivelato di stirpe immigrata in misura schiacciante. Grosso modo, gli Yayoi di Doigahama avevano circa il 5 per cento di ascendenza Jomon e circa il 20 per cento di ascendenza nordest-asiatica, e il resto, sorprendentemente, era costituito da ascendenza est-asiatica.

Dico «sorprendentemente» perché all’inizio degli anni Venti del Duemila gli Yayoi erano in effetti ritenuti di origine nordest-asiatica. È la cosiddetta teoria della tripla struttura dei giapponesi. Prima che questi risultati venissero annunciati, si pensava che il contatto con le popolazioni est-asiatiche fosse stato estremamente limitato, e si dava per scontato che non avesse alcun rapporto diretto con gli Yayoi. Ora tutto questo è stato capovolto.

Da ciò possiamo dire che gli Yayoi vissuti a Doigahama erano in sostanza di stirpe immigrata. Ma, cosa assai intrigante, molto prima che si facesse qualsiasi test genetico era già stato notato che i caratteri di queste ossa Yayoi coincidevano quasi esattamente con quelli di un certo popolo antico.

La prossima volta mi volgerò al mistero degli Yayoi di Doigahama e all’origine che era già stata suggerita.

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