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title: "Il calendario Tenpo, il più preciso dei calendari lunisolari, e la svolta del governo Meiji al calendario gregoriano per risparmiare denaro"
series: "La foresta del pensiero"
installment: 18
description: "Perché il Giappone adottò il calendario gregoriano? Per Takahiro Mitsui non perché migliore, ma per non pagare ai funzionari un mese intercalare. TM MAGAZINE “La foresta del pensiero” Vol.18."
lead: "Il calendario Tenpo è un calendario tutto giapponese, il lunisolare più preciso della storia. Il governo Meiji adottò il calendario gregoriano per non dover pagare i funzionari tredici volte l'anno seguente, il sesto di Meiji, a causa di un mese intercalare. Non lo adottò perché il calendario gregoriano fosse migliore."
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language: it
published: 2026-08-25
updated: 2026-08-25
author: "Takahiro Mitsui (三井崇央)"
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# Il calendario Tenpo, il più preciso dei calendari lunisolari, e la svolta del governo Meiji al calendario gregoriano per risparmiare denaro

La foresta del pensiero · TM MAGAZINE Vol.18 · 25 agosto 2026 · Takahiro Mitsui

Il calendario Tenpo è un calendario tutto giapponese, il lunisolare più preciso della storia. Il governo Meiji adottò il calendario gregoriano per non dover pagare i funzionari tredici volte l'anno seguente, il sesto di Meiji, a causa di un mese intercalare. Non lo adottò perché il calendario gregoriano fosse migliore.

In questi giorni mi sono lasciato assorbire dal calcolo del calendario. Sto lavorando a decifrare il calendario Tenpo, il più preciso calendario lunisolare mai fatto, quello che il Giappone usava prima che il governo Meiji, per ragioni di bilancio tutte sue, introducesse il calendario gregoriano che oggi chiamiamo «nuovo calendario».

Il calendario Tenpo era un calendario tutto giapponese. Gli astronomi ufficiali dello shogunato lessero da sé i libri olandesi e assorbirono i metodi di calcolo occidentali, e con vera abilità li fusero nella lunga storia dei calendari di origine cinese coltivati in Giappone e in un'arte del calendario divenuta pienamente giapponese durante il periodo Edo.

Yoshitoki Takahashi si consumò la vita a decifrare l'edizione olandese del trattato di astronomia di Lalande, noto in Giappone come *Rarande Rekisho*. Suo figlio Kagesuke Shibukawa e Nobuakira Adachi ripresero quel lavoro e lo raccolsero nello *Shinko Rekisho*, e il calendario Tenpo fu costruito su questa base. Con il precedente calendario Kansei, gli studiosi giapponesi avevano imparato l'astronomia occidentale dalle traduzioni cinesi giunte loro attraverso la Cina. Con il calendario Tenpo lessero direttamente le fonti olandesi, e il calendario sta proprio nel punto in cui il sapere giapponese del calendario compì quel passo avanti.

Personalmente vedo nell'adozione del calendario gregoriano il momento in cui il Giappone, sotto la bandiera di ciò che chiamava «civiltà e illuminismo», mostrò i primi segni di disgregazione. Per questo sto pensando a un progetto incentrato sul tempo «prima di Gregorio».

Ciò che in genere si chiama vecchio calendario è modellato, in sostanza, sull'insieme dei metodi del calendario Tenpo, ma a rigore non è il calendario Tenpo. I suoi calcoli erano così difficili, e tanta parte di esso non si riusciva a ricostruire, che il vecchio calendario oggi in uso è stato notevolmente semplificato.

Così, lavorando per conto mio con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ho letto gli antichi documenti lasciati da Kagesuke Shibukawa, l'autore del calendario Tenpo. Sto individuando con mezzi matematici i suoi particolari metodi di calcolo e cerco di restaurare, con questi metodi incorporati, un calendario di prima di Gregorio. Quel calendario è il calendario Tenpo stesso, che si può ben dire il più «giapponese» di tutti.

Vorrei dire qualcosa, qui, sulla sensibilità che chiamo «giapponese». Il calendario Tenpo nacque dal calendario cinese, che discende dalla saggezza dell'antichità. Il Giappone affinò questa eredità per mille anni, la fece pienamente sua, e soltanto alla fine accolse le tecniche di calcolo occidentali. Nessun altro calendario al mondo fu fatto così, e fu un risultato rivoluzionario. La sua precisione, inoltre, è la più alta tra i calendari lunisolari della storia, ed è noto che è più preciso perfino del calendario gregoriano. Si può dire, in altre parole, che è il miglior calendario mai prodotto dall'umanità.

Più ancora della precisione, però, credo che il carattere del calendario Tenpo trovi l'equilibrio in cui ciò che il Giappone è si sente più a suo agio. Il Giappone prese possesso di una tecnica creata dalla Cina, il grande gigante della saggezza antica, e la rese giapponese in luoghi giapponesi. Dopo averla nutrita per mille anni, accolse appena un poco dall'Europa occidentale, quella frontiera al margine occidentale del mondo.

Se è questo l'equilibrio più adatto al Giappone, allora noi giapponesi dovremmo, nella distanza che teniamo dall'Occidente, tornare fino a quel punto. La modernità imposta al Giappone dall'invasione occidentale dopo l'era Meiji è stata chiaramente eccessiva, e ci ha lasciato qualcosa di simile a un disturbo metabolico. Come oggi molti giovani rimpiangono il mondo di prima degli smartphone, attratti dall'atmosfera della Hong Kong degli anni Novanta o del Giappone dei primi Duemila, io ho cominciato a dare peso alla sensibilità del tempo «prima di Gregorio».

Per me, dunque, l'interesse per i sistemi di calendario non riguarda soltanto i calendari. Tocca qualcosa di fondamentale, cioè fin dove siamo disposti a riportare indietro la storia stessa quando la pensiamo. Perché in ogni epoca il calendario è stato destinato a cambiare secondo la convenienza di chi ha il potere.

L'esempio più recente è l'Ucraina. Sotto il presidente Volodymyr Zelens'kyj, e in linea con i desideri degli Stati Uniti, l'Ucraina dichiarò la rottura con la Russia e si mise in cammino verso la NATO e l'Unione europea. Lungo la strada fu presentata una legge per spostare la festività di Natale dal 7 gennaio, la data che aveva in comune con la Chiesa ortodossa russa, al 25 dicembre. Il presidente la firmò, e divenne legge il 28 luglio 2023.

Il 24 maggio dello stesso anno la Chiesa ortodossa d'Ucraina aveva annunciato ufficialmente che dal 1° settembre sarebbe passata al calendario giuliano riformato. Di conseguenza il 7 gennaio, che corrisponde al 25 dicembre del calendario giuliano, cessò di essere festa pubblica, e restò festa ufficiale soltanto il 25 dicembre del calendario gregoriano. Il 2023 fu il primo anno in cui il paese festeggiò il Natale come nazione il 25 dicembre. L'Ucraina sta ripercorrendo oggi, nei minimi dettagli, l'incubo che il Giappone visse in epoca Meiji.

I calendari cambiano secondo i disegni di chi governa. Dalla parte giapponese, l'emblema di questo fu il governo Meiji.

Il calendario Tenpo, in effetti, rimase in uso fino al quinto anno di Meiji. Con il vecchio calendario, però, l'anno seguente, il sesto di Meiji, avrebbe avuto un mese intercalare, un secondo sesto mese. Il governo era appena passato agli stipendi mensili, il sistema venuto con l'industria moderna, e quell'anno avrebbe dovuto pagare i suoi funzionari tredici volte.

Adottando il nuovo calendario, quello gregoriano, il mese intercalare sarebbe scomparso, e ogni anno sarebbero bastati dodici mesi di paga. Meglio ancora, poiché il dodicesimo mese del quinto anno di Meiji sarebbe durato soltanto due giorni, il governo poteva farne un motivo per saltare il pagamento e cavarsela con undici mesi. A corto di denaro, il governo si servì di questo trucco, adottò il calendario gregoriano e sfuggì alla crisi finanziaria.

Per dirla chiaramente, il Giappone non adottò il calendario gregoriano perché fosse migliore. Fu un momento storico in cui un sistema di calendario cambiò per le tasche e per l'astuzia del governo. Da allora il calendario gregoriano è rimasto in uso, e lo è tuttora perché si accordava così bene con il sistema della società industriale.

Fino al periodo Edo, invece, i giapponesi non avevano alcuna nozione di lavorare cinque giorni su sette e riposare in un fine settimana di due. I giorni di riposo variavano secondo il mestiere, e l'orario di lavoro era incomparabilmente più breve del nostro. Rispetto alla gente di Edo, abbiamo perso moltissimo a causa di questo sistema sociale industriale, il calendario gregoriano.

Si potrebbe dire che il sistema industriale ci ha derubati delle occasioni di incontrarci, di legarci, di passare il tempo insieme. Per riconquistarle, ognuno di noi dovrà d'ora in poi vivere secondo due calendari, portando insieme, in un solo corpo, il calendario gregoriano che la società industriale ha messo in opera e la sensibilità giapponese di prima di Gregorio. Non è soltanto una questione di come sentiamo il tempo.

Vivendo ciascuno questi mondi paralleli, credo, possiamo favorire un ripensamento del nostro rapporto eccessivo con l'Occidente, e questo ci preparerà a un'importante svolta nei prossimi vent'anni, quando verrà rinnovato il rapporto al centro di tutto, quello tra il Giappone e gli Stati Uniti.

Mentre il caldo feroce dell'estate volge al termine, sento che ciò che dobbiamo fare ora non sta nel chiedere qualcosa alla politica, che con la nostra demografia non cambierà mai, ma nel calendario.
