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title: "Lo Shandong fu la patria degli Yayoi di Doigahama? I crani che guardano verso il mare di nordovest"
series: "Istituto del Progetto Kunitsukami"
installment: 24
description: "Gli Yayoi vengono dalla Cina? Takahiro Mitsui nota che i crani di Doigahama guardano allo Shandong, cui un'indagine sino-giapponese li ha legati. TM MAGAZINE “Istituto del Progetto Kunitsukami” Vol.24."
lead: "Gran parte degli scheletri sepolti a Doigahama fu deposta con la testa a «sudest», lo sguardo rivolto al mare lontano di «nordovest». Quello sguardo si allunga esattamente verso la penisola dello Shandong. Un'indagine congiunta sino-giapponese concluse che gli antenati degli Yayoi del sito di Doigahama erano probabilmente antiche genti dello Shandong."
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language: it
published: 2026-10-06
updated: 2026-10-06
author: "Takahiro Mitsui (三井崇央)"
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issue: 24
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# Lo Shandong fu la patria degli Yayoi di Doigahama? I crani che guardano verso il mare di nordovest

Istituto del Progetto Kunitsukami · TM MAGAZINE Vol.24 · 6 ottobre 2026 · Takahiro Mitsui

Gran parte degli scheletri sepolti a Doigahama fu deposta con la testa a «sudest», lo sguardo rivolto al mare lontano di «nordovest». Quello sguardo si allunga esattamente verso la penisola dello Shandong. Un'indagine congiunta sino-giapponese concluse che gli antenati degli Yayoi del sito di Doigahama erano probabilmente antiche genti dello Shandong.

La settimana scorsa, toccando l'immagine degli Yayoi che viene rimontata anno dopo anno, ho scritto del sito di Doigahama, che si affaccia sul mare di Hibiki, nella prefettura di Yamaguchi. Chiudevo dicendo che gli Yayoi vissuti a Doigahama si potevano in sostanza chiamare immigrati, ma che, cosa assai intrigante, molto prima che si facesse qualsiasi test genetico era già stato notato che le loro ossa coincidevano quasi esattamente con i caratteri di un certo popolo antico. Stavolta comincio da quel popolo.

Sono le antiche genti della provincia cinese dello Shandong.

Il tema più affascinante delle ricerche recenti sulla storia antica sono gli Yayoi. Gli studi recenti sugli Yayoi hanno reso impossibile parlare delle radici dei giapponesi in termini generali, con grandi partizioni come Jomon, Yayoi e Kofun. A mio parere, il periodo Yayoi è ciò che va sbrogliato per riportare il Jomon e il Kofun, le due ere che tendono ad attirare l'attenzione nella storia antica, alla loro unità nella non separazione.

A ripensarci, persino il rivoluzionario «modello della tripla struttura dei giapponesi», proposto appena pochi anni fa, all'inizio degli anni Venti del Duemila, è finito sotto la critica degli studiosi che fanno capo a Doigahama. Eppure ormai non si tratta più di stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Ciò che gli Yayoi dicono a noi, i loro discendenti, è che non abbiamo proprio una grammatica adatta a parlare dei popoli. Mi sembra sia venuto il momento di capire questa realtà.

Il modello della tripla struttura ordinava le cose separandole, i Jomon come autoctoni, gli Yayoi come nordest-asiatici, i Kofun come est-asiatici, e comprimeva l'immagine del popolo in una forma che chiunque potesse afferrare con un'occhiata. Ma se gli Yayoi fossero stati di origine nordest-asiatica, non ci sarebbe modo di spiegare il fatto che l'analisi dell'intero genoma di resti del sito di Doigahama, risalenti al primo periodo Yayoi, ha mostrato chiaramente una prevalenza di ascendenza est-asiatica.

I modelli strutturali sono certamente facili da capire. Ma proprio perché sono chiari e accessibili a tutti, vanno maneggiati con cura. Tanto per dirne una, non mi fido nemmeno della teoria che fa dei Jomon un solo popolo uniforme, e proseguo le mie ricerche nell'ipotesi che gli antenati dei giapponesi possano essere assai complessi. Ciò che questa esperienza diretta mi porta a sentire si riduce a una cosa sola: non è farsi trascinare dalla ricerca genetica, con le sue nuove scoperte anno dopo anno, ciò che conta. I geni sono soltanto una prova a sostegno, e non conducono direttamente alle risposte. Con tutto questo in mente, guardiamo gli intriganti Yayoi di Doigahama.

Ancora prima che l'immagine degli Yayoi cominciasse a vacillare come oggi, aveva attirato l'attenzione il fatto che la maggior parte degli scheletri sepolti a Doigahama fosse stata deposta, chissà perché, con il cranio verso sudest. I crani furono sepolti con lo sguardo rivolto lontano, oltre il mare, a nordovest. Che cosa c'è allora in fondo allo sguardo di questi crani di Doigahama? Pensarci è molto più utile che farsi gettare nello scompiglio dai risultati genetici, perché in questa direzione si nasconde un indizio sulle «loro radici».

Se si segue la linea dello sguardo dei crani per un breve tratto verso nordovest dal sepolcreto, si arriva a una bella spiaggia sul mare. Oltre l'acqua si vede Tsunoshima, un'isola famosa tra i turisti, e poi si stende soltanto un mare color smeraldo. Quando ho verificato di persona dove guardassero i crani, sia dal sito sia dalla spiaggia, ho capito che il loro sguardo correva esattamente verso la penisola dello Shandong.

In effetti il gruppo di ricerca del sito di Doigahama si accorse presto di questa possibilità, e a partire dal 1994 condusse per tre anni un'indagine congiunta sino-giapponese nella provincia dello Shandong. Ne concluse che gli antenati degli Yayoi di Doigahama erano molto probabilmente le antiche genti dello Shandong.

L'analisi dell'intero genoma del 2024 non ha scoperto nulla di nuovo. Ha piuttosto rafforzato la tesi già esistente su Doigahama. Probabilmente è così che andrebbe usata la ricerca genetica in antropologia. Il fatto qui rilevato, che questo individuo portasse componenti genomiche caratteristiche delle popolazioni est-asiatiche, suggerisce che «loro», almeno loro, potessero essere legati ad antiche genti della stirpe dello Shandong.

Se gli Yayoi di Doigahama erano strettamente legati alle antiche genti dello Shandong, allora lo Shandong potrebbe essere stato la loro patria, o la radice della loro popolazione madre. Per dirla con più coraggio, forse un tempo furono un solo e medesimo popolo.

Purtroppo, però, è probabile che non si riesca a chiarire altro. È stato notato da tempo che gli Yayoi di Doigahama ebbero probabilmente poca influenza sui giapponesi moderni, e anche in Cina si stima che le antiche genti dello Shandong abbiano avuto poca influenza sui cinesi moderni. È molto probabile, in altre parole, che non siano riusciti a sopravvivere come popolo né nella loro patria in Cina né in Giappone, dove erano migrati.

A prima vista, sembra che ogni possibilità di conoscere il vero volto di questi Yayoi scomparsi sia scesa a zero. Eppure la ricerca sugli Yayoi di Doigahama, lungo la sua lunga storia, indica un'immagine intrigante degli Yayoi. La prossima volta guarderò alle tracce forti che ci avvicinano agli Yayoi di Doigahama, e a un perduto mondo antico intorno al Mar del Giappone.
