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title: "Sadao Yamanaka: il più grande regista degli anni Trenta, morto a 28 anni in guerra, e i suoi tre film superstiti"
series: "KINEMA 2400"
installment: 7
description: "Chi era Sadao Yamanaka? Per Takahiro Mitsui il massimo regista degli anni Trenta: 26 film in cinque anni, tre superstiti, morto in guerra a 28 anni. TM MAGAZINE “KINEMA 2400” Vol.7."
lead: "Sadao Yamanaka chiuse la sua vita a soli 28 anni. Salutato come il più grande regista degli anni Trenta, fu richiamato per la guerra sino-giapponese e morì di malattia in Cina. Dei suoi 26 film ne restano interi soltanto tre: Tange Sazen yowa: Hyakuman ryo no tsubo, Kochiyama Soshun e L'umanità e i palloni di carta."
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language: it
published: 2026-06-09
updated: 2026-06-09
author: "Takahiro Mitsui (三井崇央)"
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issue: 7
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# Sadao Yamanaka: il più grande regista degli anni Trenta, morto a 28 anni in guerra, e i suoi tre film superstiti

KINEMA 2400 · TM MAGAZINE Vol.7 · 9 giugno 2026 · Takahiro Mitsui

Sadao Yamanaka chiuse la sua vita a soli 28 anni. Salutato come il più grande regista degli anni Trenta, fu richiamato per la guerra sino-giapponese e morì di malattia in Cina. Dei suoi 26 film ne restano interi soltanto tre: *Tange Sazen yowa: Hyakuman ryo no tsubo*, *Kochiyama Soshun* e *L'umanità e i palloni di carta*.

Akira Kurosawa, Kenji Mizoguchi, Yasujiro Ozu e gli altri maestri sopravvissuti alla seconda guerra mondiale diedero respiro al cinema giapponese del dopoguerra. Dietro la loro opera sta la speranza incompiuta dei molti cineasti che non superarono gli anni di guerra e le cui vite furono tragicamente spezzate.

Tra loro ci fu Sadao Yamanaka, che portò l'innovazione nel cinema giapponese d'anteguerra e morì mentre ci si aspettavano ancora da lui grandi cose. Yamanaka, la cui vita finì a soli ventotto anni, fece passare un vento fresco nel mondo del cinema d'anteguerra ed era considerato il più grande regista degli anni Trenta. Ma nel 1937 fu richiamato per combattere nella seconda guerra sino-giapponese, e l'anno seguente morì di malattia in Cina.

In una carriera di regista di soli cinque anni, Yamanaka fece uscire non meno di ventisei film. Prima della guerra, però, non esisteva l'idea di conservare la pellicola, e i film erano trattati come «merce di stagione». Non era insolito che un film venisse girato, proiettato e poi semplicemente sparisse e, poiché la pellicola di allora era infiammabile, molte opere andarono perdute negli incendi o semplicemente scomparvero.

Di conseguenza, dei film di Yamanaka ne sopravvivono in forma sostanzialmente completa soltanto tre. Eppure quei tre bastano a farci sentire lo straordinario talento di un cineasta che allora si avvicinava alla fine dei vent'anni. Delle opere lasciate da Yamanaka, che esordì alla giovane età di ventidue anni, quelle che si possono ancora vedere più o meno intere sono *Tange Sazen yowa: Hyakuman ryo no tsubo* (Il vaso da un milione di ryo, 1935), *Kochiyama Soshun* (1936) e *L'umanità e i palloni di carta* (*Ninjo kami fusen*, 1937).

Poiché esordì nel 1932, durante l'età del muto, sopravvivono soltanto i film sonori, i talkie, degli ultimi anni della sua carriera. Eppure ognuno di essi è compiuto in modo superbo, reso con una sensibilità tutta sua, come in sfida alla tetraggine che gravava sulla società degli anni Trenta. Negli ultimi anni i film di Yamanaka hanno anche conosciuto un restauro digitale in 4K. Nel 2020 le tre opere superstiti sono state restaurate, tornando con immagini belle e suono limpido, e quello stesso anno sono state proiettate al 33º Festival internazionale del cinema di Tokyo.

Attraverso tutti e tre scorre un umorismo narrativo tipico di Yamanaka, nato nel Kansai. Nei suoi film avverto una solitaria risoluzione: negli anni bui del primo Showa, almeno il cinema non doveva farsi cupo anch'esso; e benché il tono generale sia scuro, a ogni passo compaiono momenti che portano calma al cuore. È facile immaginare gli spettatori che allora vedevano i suoi film in sala aprirsi al sorriso in un mondo minaccioso.

In *Tange Sazen yowa: Hyakuman ryo no tsubo*, Denjiro Okochi, divo del film storico d'anteguerra, interpreta Tange Sazen, una guardia del corpo dai modi rudi, ospite di una sala di tiro con l'arco gestita da Ofuji, interpretata da Kiyozo Shinbashi, ex geisha diventata cantante di successo. Con il locale come scena, il film racconta con grande fascino comico di persone sballottate dagli eventi, mentre accolgono un bambino che ha perso il padre e inseguono un vaso che nasconde la mappa del luogo in cui si possono trovare un milione di ryo.

*Kochiyama Soshun* mette in coppia Chojuro Kawarasaki e Kan'emon Nakamura, illustri attori dell'anteguerra e del dopoguerra e membri fondatori della compagnia teatrale Zenshinza, fondata nel 1931, e l'intesa tra i due interpreti di carattere opposto è superba. A renderlo intrigante è che Yamanaka era un uomo del Kamigata, la regione di Kyoto e Osaka, mentre i due attori erano figli di Edo fino al midollo. La fusione delle loro sensibilità dà a questo capolavoro la sua particolare trama emotiva.

*L'umanità e i palloni di carta* fu girato in un tempo in cui il buio dell'età si insinuava anche nel mondo del cinema e, poiché Yamanaka fu arruolato nel momento stesso in cui lo finì, divenne la sua ultima opera. Segna un distacco completo dai due film precedenti, svolgendosi in un'atmosfera compressa e opprimente che sembra proiettare lo stato d'animo inquieto dello stesso Yamanaka. Il ninjo (人情), il calore del sentimento umano, è stato a lungo paragonato alla carta nel vecchio detto «il ninjo è sottile come la carta», che vuol dire che i cuori umani sono superficiali e volubili. Erano anni in cui la volontà dei militari trascinava nella sua orbita la vita delle persone, e la sfiducia reciproca andava a poco a poco diffondendosi.

In quei giorni la guerra cominciò a strappare il ninjo dai legami tra le persone. Il film di Yamanaka, girato quasi un secolo fa, risuona sicuramente oggi, ora che il ninjo è svanito allo stesso modo dai rapporti umani.
